L’Italia è un paese dai mille pregi e duemila e più difetti. Uno dei più grandi pregi è sicuramente il nostro amore per la musica. Non a caso in Italia sono stati sfornati i più grandi artisti della storia della musica di tutti i tempi: chi può giurare di non aver mai ascoltato un brano di Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano, Luciano Ligabue, Franco Battiato, Mina, Pino Daniele, Ivano Fossati, per non parlare dei brani proposti nel tempo dalla rinomata PFM, ovviamente chi più ne ha più ne metta. Oltre all’eterogeneo gusto musicale che si allarga in tutto lo stivale, lasciatemi dire che noi italiani oltre ad essere amanti della “signora” musica siamo ingordi, tanto da non accontentarci della sola musica “made in Italy”, difatti ascoltiamo canzoni europee e quelle dal sapor transoceanico. Però su una cosa ho da ridire: eccetto uno scarso 20%, non siamo stati capaci di ascoltare, conoscere e vivere la musica di quel grande artista che è Jeff Buckley. Ma infondo i motivi di questo misunderstanding possono essere vari, magari molti non lo conoscono a causa della loro giovane età o perché la carriera di Jeff è stata breve data la sua morte prematura (a soli 28). Ma se provaste a chiedere ad un americano “excuse me, who is Jeff Buckley?” sicuramente troverete tante risposte. Uno dei motivi che sono alla base di questo sito è cercare di far conoscere questa giovane leggenda della musica a tutti quegli italiani che si collegheranno a queste pagine per una semplice curiosità. Un altro è sicuramente personale: ho avuto l’onore di conoscere questo artista californiano alternative rock misto pop circa 2 anni fa per caso, ascoltavo un pezzo dei Pink Floyd su un sito quando ad un certo momento mi accorsi di un brano di un certo Jeff Buckley, il pezzo aveva un titolo lungo ed incomprensibile “Lover, You Should've Come Over”. Da lì poi ascoltai tutta la sua discografia, e da italiano ingordo persino le sue cover di altri brani. E ancora oggi continuo ad ascoltarlo con grande onore.
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